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Finanza Comportamentale

3 - Finanza Comportamentale
Postato il 08 Giugno 2016

Finanza comportamentale: Euristiche ed errori cognitivi

Il cervello umano, nel tempo, si è adattato alla realtà circostante, elaborando regole o scorciatoie per facilitare la soluzione dei problemi quotidiani. Queste regole si chiamano “euristiche”.

Un esempio banale di euristica è quella di catalogare un numero come pari o dispari guardando solo l’ultima cifra a destra.

Peccato però che questi automatismi mentali a volte ci portano a prendere decisioni sbagliate perché fondate su percezioni non proprio corrette o razionali (errori cognitivi) che possono portare a risultati – soprattutto in ambito finanziario - molto costosi.
Le euristiche sono “scorciatoie” incerte ma così comode e rapide che facciamo fatica a rinunciarvi, gli errori cognitivi sono “vicoli ciechi” nei quali ci addentriamo fino a sbattere contro un muro di non-senso.

Facciamo un esempio: in un quiz televisivo, mentre un cronometro scandisce i secondi, il conduttore formula una domanda al concorrente:

“Nel quartiere del Bronx a New York, quale è stata la maggior causa di morte nel 2008?”

a)      Infarto del miocardio
b)      Omicidio
c)      Incidente stradale


 

Il concorrente risponde:  “OMICIDIO!”

Ahi ahi ahi … la risposta è sbagliata, infatti statisticamente gli infarti e gli incidenti stradali uccidono assai di più delle pistole!

Ma le scene di molti film polizieschi ambientati nel Bronx sono balzate nella testa del concorrente, influenzando la risposta. Egli ha avuto la disponibilità immediata di quelle immagini perché viste con molta frequenza e associate alla località citata nella domanda. 
Il concorrente non ha pensato neppure per un istante a verificare le statistiche ha dato una risposta superficiale – illusione di controllo – perché non ha ritenuto necessario approfondire.

Anche in campo finanziario le euristiche, pur agevolando molto il processo decisionale, possono condurre a conclusioni errate o troppo semplificate, creando vere e proprie distorsioni della realtà.

Questi approcci determinano “errori” o alterazioni nelle scelte di investimento che comportano rendimenti insoddisfacenti o un'eccessiva esposizione al rischio. 


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