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Riforma Credito Cooperativo

La riforma del Credito Cooperativo
Postato il 08 Agosto 2016

Introduzione

La riforma delle BCC - varata con la Legge 49/2016 - è parte integrante del processo di cambiamento del sistema bancario europeo, iniziato nel 2014 e che riguarda aspetti importanti dell’operatività bancaria:

  • La vigilanza
  • La gestione delle crisi bancarie
  • Gli assetti organizzativi delle Banche
  • La gestione del capitale sociale ed i rapporti con la clientela

 
Interessa tutto il sistema italiano delle banche di credito cooperativo, costituito da oltre 360 istituti, pari a quasi il 56 per cento del totale delle banche operanti in Italia, con più di 4.400 sportelli, un 1.250.000 soci e circa 31.000 dipendenti. 
Qual è l'obiettivo della riforma? Riorganizzare il Credito Cooperativo per adeguarlo, in termini di efficienza e solidità, al nuovo e complesso scenario dell’Unione Bancaria Europea, salvaguardandone però le peculiarità distintive e i principi mutualistici.

Le misure previste dal legislatore ricalcano in larga parte la proposta di autoriforma elaborata in seguito ad un percorso condiviso con le istituzioni lungo ed articolato.

Infatti, la nuova legge consente di:

  • migliorare la governance delle BCC
  • accrescere l’efficienza organizzativa
  • allocare in modo più efficiente le risorse patrimoniali presenti nel Sistema Bcc
  • consentire l’accesso ai capitali esterni

salvaguardando l’autonomia delle singole BCC, la dimensione e l’operatività territoriale.

Il Credito Cooperativo, così costruito, potrà essere il quarto gruppo bancario del Paese (primo per capitali italiani) ma sarà soprattutto un gruppo che opera con una logica differente dagli altri colossi bancari perchè le BCC sono nate dai territori e continueranno ad operarvi, ma ora lo faranno la “potenza di fuoco” e la struttura di un grande gruppo bancario.


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